RECENSIONI WEB
Blake/e/e/e - BORDER RADIO
Unhip Records (Audioglobe)
Release date: October 10, 2008
di Fabrizio Galassi
Anche se le idee, le mani, la voce, le note provengono da cervelli italiani, questo disco non ha nulla a che vedere con la nostra cultura musicale, neanche con coloro che da anni provano a emulare l'indie-rock in tutte le sue forme e, ovviamente, non ci riescono appieno.
Insomma, un pizzaiolo napoletano non può fare una pizza a Glasgow con ingredienti scozzesi (ma uno scozzese può fare una pizza a Napoli); così Paolo Iocca e Marcella Riccardi hanno sciolto i sogni americani dei Franklin Delano (che pur avevano fatto qualche coast to coast), si sono trasferiti a Chicago e formato i Blake/E/E/E con due musicisti indigeni.
Così succede che puoi seriamente dare te stesso senza alcuna forma di inibizione, puoi tuffarti nelle tue idee compositive e sguazzarci liberamente, non ci sono più i freni psicologici e la scarsa professionalità tipica della filiera discografica italiana.
Succede che così libero realizzi un disco scevro da ogni dipendenza geografica e quindi libero dai pregiudizi.
"Border Radio" può avere un posto tutto suo nello scaffale dei CD più ascoltati, magari accanto a PJ Harvey ('The Thing's Hallow'), ai Flaming Lips ('New Millennium's Lack Of Self Explanation'), ai Calexico ('Holy Yes To The Sunny Days') o agli Sparklehorse ('The Great Rescue Episode').
I Blake/E/E/E poggiano le loro composizioni sui suoni acustici della chitarra, ma spingono forte sul pedale della psichedelia e dell'alt-folk; i suoni sono perfetti e sinceri, non c'è nessun tipo di eccesso di forma, tutto merito di un altro great italian: Bruno Germano dei Settlefish che ha prodotto le 10 tracce.
Gli unici eccessi sono quelli visionari dai quali i Blake/E/E/E non si tirano certo indietro, così l'ipnotica 'Time Machine' deraglia dopo poche misure e va completamente per conto suo; per non parlare di 'Dub-Human-Ism' dove i Beach Boys vengono rivisti, rivestiti, rinnovati e riclassificati in oltre 10 minuti di sperimentazioni.
A parte le fughe 'creative', "Border Radio" è un disco solido, costruito in maniera artigianale, cosa molto rara in questo mondo di indie-plastica.
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