Blake/e/e/e

RECENSIONI CONCERTI

 

10/06/09, Circolo Degli Artisti (Nerds Attack)

9/5/09, Vibra (The Wanderer)

3/4/09, Unwound (Italian Embassy)

4/3/09, Off (Il Mucchio Selvaggio)

30/11/08, M.E.I. 2008 (Italian Embassy)

7/11/08, Estragon w/ Massimo Volume (Rockit)

7/11/08, Estragon w/ Massimo Volume (A Day In The Life)

7/11/08, Estragon w/ Massimo Volume (Miusika)

23/10/08, Maffia w/ Massimo Volume (Hate TV)

Excerpt from Live Review:
Massimo Volume + Blake/e/e/e @ Maffia, Reggio Emilia, Oct 23th, 2008.

"[...].
Sentiti su disco e sentiti dal vivo i Blake/e/e/e rafforzano la mia idea che abbiano sfornato il disco più vicino alle sonorità dei Califone mai sentito in Italia. Sinceramente. Vuoi che l'ottimo lavoro di Bruno (Germano, Settlefish) risenta dell'esperienza vissuta con Brian Deck, vuoi che l'ispirazione degli ex-Franklin Delano abbia tratto giovamento dalla collaborazione con i Califone stessi. Tutto ciò crea attenzione ed entusiasmo attorno a Iocca e soci. Forte di suggestioni country e folkloristiche dovute all'uso del banjo, del mandolino, dello steel drum caraibico, il suono di Blake/e/e/e degenera al limite del minimalismo sonoro con ritmi pelle e ossa dalle cadenze tra il marziale e il tribale. Gonfi, turgidi, sicuramente lividi. Ossessivi ma non ancora psichedelici. E si vestono di synth e tastierame vario per solleticare l'ingegno senza mortificare i palati meno adusi al genere. Dub-Human-Ism, corale e mistica, poi The Thing's Hallow (PJ Harvey potrebbe invidiarla) ed infine la palpitante New Millennium's Lack Of Self Explanation. Già goduti i Franklin Delano, dal live dei Blake/e/e/e è evidente il passo verso una maturità e una raffinatezza stilistica che non passerà inosservata ai più. Plauso. [...]

(Scaltro)

"[...].
I Blake/e/e/e me li gustai qualche giorno prima su last.fm dopo aver ricevuto una newsletter dalla unhip records. Colpo di fulmine, ed eccezion fatta per una canzonetta quasi indiepop che riproducono anche dal vivo, sono l'estasi post-folk che attendevo da tempo. Un amico cantautore mi dice – cito testualmente – che "Paolo Iocca, quando non esagera a parlare di underground, scena, situazione, visibilità, troiate in generale, è un ottimo scrittore e arrangiatore di canzoni. Talento puro".Voce metallica e robotica di lui, voce suadente anni '60-'70 di lei, chitarra acustica, mandolino e banjo, batteria essenziale come fosse spazzolata col tritacarne, elettronica urticante, rumore meditato che esplode in melodie corporee per tornare, di nuovo, rumore; con arpeggi in lontananza, carezze e schiaffi, cose così. Mi risveglio dall'ipnosi al termine della prestazione e compro il disco al banchetto. Plauso. [...]."

(Many)




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